il mestiere di educatore sia un mestiere sociale; un mestiere che implica cioè delle profonde capacità nella gestione della relazione, nell’interpretazione e nella conoscenza di sé e dell’altro e, di conseguenza, nell’espressione di un tenore comunicativo consapevolmente regolato ed efficace. In altri termini, l’ambito della professione docente costituisce un terreno di lavoro nel quale le dimensioni implicite di sé e del contesto costituiscono elementi determinanti nel prefigurare il fare lavorativo concreto, nonché forme di influenza che sagomano tacitamente le rappresentazioni del ruolo e del contesto professionale e che dirigono l’agire in termini di valutazioni, scelte, comportamenti: il modo di immaginarsi docenti “crea”  il proprio essere docente; così come, il modo di immaginare i propri alunni “crea” gli alunni stessi. Il riferimento a tali dinamiche tacite richiama, dunque, il tema della “responsabilità”, nel mostrare la quota di incidenza che rappresentazioni ed aspettative personali hanno nel prefigurare le condizioni della relazione educativa e, quindi, i destini formativi che da essa derivano. A partire da queste premesse il contributo intende delineare le prerogative di una formazione professionale critico-riflessiva degli insegnanti, focalizzata cioè sulla soggettività del docente che dialoga con la soggettività dell’alunno, ovvero sulle problematiche, sui pensieri, sulle condizioni che costituiscono le variabili nascoste che tacitamente influenzano e dirigono la relazione stessa e, di conseguenza, l’agito professionale.

LA RESPONSABILITÀ DEL DISAGIO A SCUOLA. DIMENSIONI TACITE E ASPETTATIVE NELLA RELAZIONE EDUCATIVA

lo presti f
2020

Abstract

il mestiere di educatore sia un mestiere sociale; un mestiere che implica cioè delle profonde capacità nella gestione della relazione, nell’interpretazione e nella conoscenza di sé e dell’altro e, di conseguenza, nell’espressione di un tenore comunicativo consapevolmente regolato ed efficace. In altri termini, l’ambito della professione docente costituisce un terreno di lavoro nel quale le dimensioni implicite di sé e del contesto costituiscono elementi determinanti nel prefigurare il fare lavorativo concreto, nonché forme di influenza che sagomano tacitamente le rappresentazioni del ruolo e del contesto professionale e che dirigono l’agire in termini di valutazioni, scelte, comportamenti: il modo di immaginarsi docenti “crea”  il proprio essere docente; così come, il modo di immaginare i propri alunni “crea” gli alunni stessi. Il riferimento a tali dinamiche tacite richiama, dunque, il tema della “responsabilità”, nel mostrare la quota di incidenza che rappresentazioni ed aspettative personali hanno nel prefigurare le condizioni della relazione educativa e, quindi, i destini formativi che da essa derivano. A partire da queste premesse il contributo intende delineare le prerogative di una formazione professionale critico-riflessiva degli insegnanti, focalizzata cioè sulla soggettività del docente che dialoga con la soggettività dell’alunno, ovvero sulle problematiche, sui pensieri, sulle condizioni che costituiscono le variabili nascoste che tacitamente influenzano e dirigono la relazione stessa e, di conseguenza, l’agito professionale.
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