L’evoluzione dello scenario competitivo internazionale nel mercato del vino si è caratterizzato, a partire dall’inizio degli anni ’90, per uno spostamento geografico delle produzioni e dei consumi e un netto incremento del commercio internazionale. L’elemento di fondo è la progressiva riduzione del peso dei Paesi dell’UE, tradizionalmente i maggiori produttori, consumatori ed esportatori, e l’emergere di nuovi concorrenti sulla scena internazionale. Un insieme di Paesi, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Cile, Argentina e Sud Africa, che vengono convenzionalmente definiti come i Paesi del Nuovo Mondo, sono riusciti a conquistare quote significative sui mercati più rilevanti e dinamici, offrendo vini con un buon rapporto qualità/prezzo, facilmente identificabili grazie alla marca e supportati da efficienti campagne di marketing. Questi cambiamenti si sono realizzati in un contesto caratterizzato dall’avvio di un processo di riduzione della protezione, tariffaria e non tariffaria, dei mercati guidato dalle regole degli Accordi della Worl Trade Organization (Wto) siglati nel 1994. Con l’obiettivo di descrivere e discutere i principali elementi che caratterizzano lo scenario internazionale, il capitolo è articolato in tre parti. Nella prima è analizzata l’evoluzione della produzione, delle superfici, dei consumi e degli scambi nel periodo 1990-2002, considerando grandi aree geo-grafiche e individuando, al loro interno, i principali Paesi protagonisti del mer-cato. Per avere informazioni confrontabili sono stati utilizzati i dati forniti dalla Fao, prendendo in considerazione le medie triennali 1990-1992 e 2000-2002 per evitare le distorsioni legate alla variabilità annuale. Per i consumi pro-capite si è fatto riferimento ai dati forniti dall’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (Oiv). Nella seconda parte, data la rilevanza dei cambiamenti intervenuti nella partecipazione al commercio internazionale, è stata approfondita l’analisi della posizione competitiva dei concorrenti sui principali mercati di sbocco (valutata attraverso da dinamica delle quote di mercato e dei prezzi). A questo scopo sono stati utilizzati i dati di fonte Gti forniti dall’Ice, che consentono di disaggregare i flussi in tre categorie della nomenclatura combinata: il codice 220421, che comprende i vini non spumanti in contenitori inferiori a 2 litri; il codice 220429, relativo ai vini non spumanti in contenitori superiori a 2 litri; il codice 220410, per i vini spumanti di uve fresche . Il periodo analizzato è il 2000-2004. Nella terza parte, infine, sono affrontati gli aspetti relativi alla regolamentazione del settore e al processo di liberalizzazione degli scambi. La produzione del vino è soggetta ad una normativa complessa in quasi tutti i Paesi per ragioni di tipo fiscale e di tutela dei consumatori e dei produttori. La necessità della tutela è amplificata dalla natura di prodotto differenziato del vino che può indurre comportamenti di free riding, che si concretizzano in pratiche di sofisticazione o in pratiche sleali nella presentazione dei prodotti. In questo testo ci si soffermerà soprattutto sulla regolamentazione dell’Unione Europea, che definisce la cornice istituzionale nella quale opera il settore vitivinicolo di quattro dei Paesi trattati in modo monografico in questo testo e che è frequentemente sotto accusa nel dibattito sulla liberalizzazione dei mercati. Rispetto a questo punto, tuttavia, le normative dei Paesi terzi dovrebbero comunque essere oggetto di maggiore studio, in quanto le pratiche di sostegno diretto e indiretto al settore, o di oggettivo ostacolo agli scambi, sono comunque presenti, come emerge da diversi contributi in questo testo. Le problematiche della liberalizzazione degli scambi sono discusse nella cornice rappresentata dalla regolamentazione stabilita in sede di Accordi Wto, sottoscritti nel 1994 a chiusura dell’Uruguay Round. In particolare, sono rilevanti: l’Accordo sull’agricoltura, nel quale sono stabilite regole e vincoli che pongono precisi limiti alla libertà di scelta degli strumenti e delle forme di intervento delle politiche nazionali; i due Accordi che regolamentano il ricorso a forme di barriere tecniche, l’Accordo sulle misure sanitarie e fitosanitarie e l’Accordo sulle barriere tecniche agli scambi; infine, la parte dell’Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio, nella quale é affrontato il problema del riconoscimento e della protezione internazionale delle denominazioni di origine.

Il mercato mondiale del vino: produzione, consumi, scambi e forme di regolamentazione

MARIANI, Angela;BOCCIA, Flavio;
2006

Abstract

L’evoluzione dello scenario competitivo internazionale nel mercato del vino si è caratterizzato, a partire dall’inizio degli anni ’90, per uno spostamento geografico delle produzioni e dei consumi e un netto incremento del commercio internazionale. L’elemento di fondo è la progressiva riduzione del peso dei Paesi dell’UE, tradizionalmente i maggiori produttori, consumatori ed esportatori, e l’emergere di nuovi concorrenti sulla scena internazionale. Un insieme di Paesi, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Cile, Argentina e Sud Africa, che vengono convenzionalmente definiti come i Paesi del Nuovo Mondo, sono riusciti a conquistare quote significative sui mercati più rilevanti e dinamici, offrendo vini con un buon rapporto qualità/prezzo, facilmente identificabili grazie alla marca e supportati da efficienti campagne di marketing. Questi cambiamenti si sono realizzati in un contesto caratterizzato dall’avvio di un processo di riduzione della protezione, tariffaria e non tariffaria, dei mercati guidato dalle regole degli Accordi della Worl Trade Organization (Wto) siglati nel 1994. Con l’obiettivo di descrivere e discutere i principali elementi che caratterizzano lo scenario internazionale, il capitolo è articolato in tre parti. Nella prima è analizzata l’evoluzione della produzione, delle superfici, dei consumi e degli scambi nel periodo 1990-2002, considerando grandi aree geo-grafiche e individuando, al loro interno, i principali Paesi protagonisti del mer-cato. Per avere informazioni confrontabili sono stati utilizzati i dati forniti dalla Fao, prendendo in considerazione le medie triennali 1990-1992 e 2000-2002 per evitare le distorsioni legate alla variabilità annuale. Per i consumi pro-capite si è fatto riferimento ai dati forniti dall’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (Oiv). Nella seconda parte, data la rilevanza dei cambiamenti intervenuti nella partecipazione al commercio internazionale, è stata approfondita l’analisi della posizione competitiva dei concorrenti sui principali mercati di sbocco (valutata attraverso da dinamica delle quote di mercato e dei prezzi). A questo scopo sono stati utilizzati i dati di fonte Gti forniti dall’Ice, che consentono di disaggregare i flussi in tre categorie della nomenclatura combinata: il codice 220421, che comprende i vini non spumanti in contenitori inferiori a 2 litri; il codice 220429, relativo ai vini non spumanti in contenitori superiori a 2 litri; il codice 220410, per i vini spumanti di uve fresche . Il periodo analizzato è il 2000-2004. Nella terza parte, infine, sono affrontati gli aspetti relativi alla regolamentazione del settore e al processo di liberalizzazione degli scambi. La produzione del vino è soggetta ad una normativa complessa in quasi tutti i Paesi per ragioni di tipo fiscale e di tutela dei consumatori e dei produttori. La necessità della tutela è amplificata dalla natura di prodotto differenziato del vino che può indurre comportamenti di free riding, che si concretizzano in pratiche di sofisticazione o in pratiche sleali nella presentazione dei prodotti. In questo testo ci si soffermerà soprattutto sulla regolamentazione dell’Unione Europea, che definisce la cornice istituzionale nella quale opera il settore vitivinicolo di quattro dei Paesi trattati in modo monografico in questo testo e che è frequentemente sotto accusa nel dibattito sulla liberalizzazione dei mercati. Rispetto a questo punto, tuttavia, le normative dei Paesi terzi dovrebbero comunque essere oggetto di maggiore studio, in quanto le pratiche di sostegno diretto e indiretto al settore, o di oggettivo ostacolo agli scambi, sono comunque presenti, come emerge da diversi contributi in questo testo. Le problematiche della liberalizzazione degli scambi sono discusse nella cornice rappresentata dalla regolamentazione stabilita in sede di Accordi Wto, sottoscritti nel 1994 a chiusura dell’Uruguay Round. In particolare, sono rilevanti: l’Accordo sull’agricoltura, nel quale sono stabilite regole e vincoli che pongono precisi limiti alla libertà di scelta degli strumenti e delle forme di intervento delle politiche nazionali; i due Accordi che regolamentano il ricorso a forme di barriere tecniche, l’Accordo sulle misure sanitarie e fitosanitarie e l’Accordo sulle barriere tecniche agli scambi; infine, la parte dell’Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio, nella quale é affrontato il problema del riconoscimento e della protezione internazionale delle denominazioni di origine.
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