Il tema di questo contributo è maturato nel contesto della nuova dimensione del principio del pareggio di bilancio, disciplinata dalla legge costituzionale n. 1/2012 (che, come è noto, ha novellato gli artt. 81, 97, 117 e 119 Cost.) e dalla legge rinforzata di attua-zione n. 243/2012 allo scopo di adeguare la disciplina della finanza pubblica alle nuove regole di bilancio contenute nel c.d. Fiscal compact, volte a limitare il ricorso a politiche espansive basate su deficit ed inde-bitamento. Nell’ottica di garantire stabilità e sostenibilità al sistema finanziario nazionale ed europeo, il principio del pareggio di bilancio ha imposto nuovi e più stringenti vincoli all’esercizio della sovranità statale in mate-ria di finanza pubblica; vincoli che finirebbero per aggravare la c.d. “crisi fiscale dello Stato sociale” tenuto conto soprattutto della carenza delle entrate funzionali al finanziamento dei diritti fondamentali ed, in particolare, dei diritti sociali essenziali . In questa prospettiva, il contributo intende, innanzitutto, verificare se il primato delle esigenze dell’economia, imposto dal dogma comunitario del pareggio di bilancio, comporti la mera compressione dei c.d. diritti di prestazione in vista della stabilità finanziaria e della sostenibilità del debito o se resti compito del legislatore nazionale operare, tenuto conto del modello che emerge dal quadro costituzionale (il quale, in via di principio, non contrappone il mercato al welfare), il giusto bilanciamento tra le nuove regole di finanza pubblica e le ragioni di equità sociale e di promozione della dignità dell’uomo.
La nuova governance economica europea e la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio: il Parlamento nazionale tra partecipazione al funzionamento dell'Unione Europea e spinte autonomistiche
CONTE, DANIELA
2016-01-01
Abstract
Il tema di questo contributo è maturato nel contesto della nuova dimensione del principio del pareggio di bilancio, disciplinata dalla legge costituzionale n. 1/2012 (che, come è noto, ha novellato gli artt. 81, 97, 117 e 119 Cost.) e dalla legge rinforzata di attua-zione n. 243/2012 allo scopo di adeguare la disciplina della finanza pubblica alle nuove regole di bilancio contenute nel c.d. Fiscal compact, volte a limitare il ricorso a politiche espansive basate su deficit ed inde-bitamento. Nell’ottica di garantire stabilità e sostenibilità al sistema finanziario nazionale ed europeo, il principio del pareggio di bilancio ha imposto nuovi e più stringenti vincoli all’esercizio della sovranità statale in mate-ria di finanza pubblica; vincoli che finirebbero per aggravare la c.d. “crisi fiscale dello Stato sociale” tenuto conto soprattutto della carenza delle entrate funzionali al finanziamento dei diritti fondamentali ed, in particolare, dei diritti sociali essenziali . In questa prospettiva, il contributo intende, innanzitutto, verificare se il primato delle esigenze dell’economia, imposto dal dogma comunitario del pareggio di bilancio, comporti la mera compressione dei c.d. diritti di prestazione in vista della stabilità finanziaria e della sostenibilità del debito o se resti compito del legislatore nazionale operare, tenuto conto del modello che emerge dal quadro costituzionale (il quale, in via di principio, non contrappone il mercato al welfare), il giusto bilanciamento tra le nuove regole di finanza pubblica e le ragioni di equità sociale e di promozione della dignità dell’uomo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.