L’articolo analizza le implicazioni pedagogiche dell’intelligenza artificiale (IA) nel contesto delle tra-sformazioni cognitive e culturali prodotte dagli ambienti digitali contemporanei. Più che interrogarsi sulle capacità tecniche dei sistemi di IA, il contributo si concentra sul modo in cui la loro crescente dif-fusione ridefinisce il rapporto tra conoscenza, esperienza e formazione del pensiero. L’accesso imme-diato alle informazioni e la possibilità di generare risposte in tempi rapidissimi tendono infatti a favori-re forme di delega cognitiva che possono indebolire alcune dimensioni formative fondamentali dell’apprendimento, come la fatica interpretativa, il controllo dell’errore e la costruzione autonoma del giudizio. Attraverso il confronto con contributi della filosofia della tecnica, della pedagogia critica e della psicologia culturale, l’articolo propone una lettura della questione dell’intelligenza artificiale come problema propriamente educativo. Il nodo centrale non riguarda la presenza delle tecnologie intelligenti nei contesti formativi, ma le condizioni culturali e pedagogiche che ne orientano l’uso. In questa pro-spettiva, l’educazione è chiamata a preservare e rafforzare quelle pratiche linguistiche, argomentative e relazionali che rendono possibile l’esercizio critico del pensiero e permettono di utilizzare l’intelligenza artificiale come strumento di supporto alla conoscenza, senza sostituirne le dimensioni formative es-senziali.

Educare al tempo delle macchine intelligenti. Pensiero, limite e responsabilità nella nuova condizione digitale

lo presti
2026-01-01

Abstract

L’articolo analizza le implicazioni pedagogiche dell’intelligenza artificiale (IA) nel contesto delle tra-sformazioni cognitive e culturali prodotte dagli ambienti digitali contemporanei. Più che interrogarsi sulle capacità tecniche dei sistemi di IA, il contributo si concentra sul modo in cui la loro crescente dif-fusione ridefinisce il rapporto tra conoscenza, esperienza e formazione del pensiero. L’accesso imme-diato alle informazioni e la possibilità di generare risposte in tempi rapidissimi tendono infatti a favori-re forme di delega cognitiva che possono indebolire alcune dimensioni formative fondamentali dell’apprendimento, come la fatica interpretativa, il controllo dell’errore e la costruzione autonoma del giudizio. Attraverso il confronto con contributi della filosofia della tecnica, della pedagogia critica e della psicologia culturale, l’articolo propone una lettura della questione dell’intelligenza artificiale come problema propriamente educativo. Il nodo centrale non riguarda la presenza delle tecnologie intelligenti nei contesti formativi, ma le condizioni culturali e pedagogiche che ne orientano l’uso. In questa pro-spettiva, l’educazione è chiamata a preservare e rafforzare quelle pratiche linguistiche, argomentative e relazionali che rendono possibile l’esercizio critico del pensiero e permettono di utilizzare l’intelligenza artificiale come strumento di supporto alla conoscenza, senza sostituirne le dimensioni formative es-senziali.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11367/164799
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact