Il contributo analizza gli effetti che la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale producono sull’evoluzione del rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuenti, evidenziando come tali tecnologie incidano tanto sul versante della semplificazione del Fisco quanto su quello della prevenzione e contrasto all’evasione. L’analisi prende avvio dal nuovo servizio di consultazione semplificata e si propone di far e emergere le criticità connesse all’impiego di algoritmi predittivi nella formulazione delle risposte ai quesiti interpretativi. Parallelamente, il contributo analizza il crescente impiego dell’intelligenza artificiale nell’analisi del rischio fiscale, mettendone in luce le potenzialità nel rafforzare l’azione di contrasto all’evasione e nel generare, anche indirettamente, effetti di semplificazione fiscale: la riduzione del tax gap favorisce, infatti, la stabilità del quadro normativo, riduce il ricorso ad interventi legislativi frammentati e contribuisce a rafforzare la certezza del diritto. Tali sviluppi richiedono, tuttavia, il pieno rispetto dei diritti fondamentali del contribuente, quale presidio essenziale del “giusto” procedimento di accertamento tributario. La trasparenza degli algoritmi, la prevenzione di effetti discriminatori e l’esercizio di un controllo effettivo da parte del funzionario rappresentano condizioni necessarie per evitare che la “travolgente forza pratica” degli algoritmi predittivi finisca per assumere un ruolo dominante nel processo decisionale, nonostante la c.d. “riserva di umanità” introdotta dalla recente disciplina nazionale sull’intelligenza artificiale. Solo in presenza di tali garanzie, l’intelligenza artificiale potrà effettivamente contribuire alla semplificazione del rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuenti, senza pregiudicare il necessario bilanciamento, ispirato al principio di proporzionalità, tra efficienza dell’azione amministrativa e tutela dei diritti fondamentali.
Digitalizzazione e intelligenza artificiale: leve strategiche necessarie ma non sufficienti per la semplificazione del Fisco?
Daniela Conte
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza gli effetti che la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale producono sull’evoluzione del rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuenti, evidenziando come tali tecnologie incidano tanto sul versante della semplificazione del Fisco quanto su quello della prevenzione e contrasto all’evasione. L’analisi prende avvio dal nuovo servizio di consultazione semplificata e si propone di far e emergere le criticità connesse all’impiego di algoritmi predittivi nella formulazione delle risposte ai quesiti interpretativi. Parallelamente, il contributo analizza il crescente impiego dell’intelligenza artificiale nell’analisi del rischio fiscale, mettendone in luce le potenzialità nel rafforzare l’azione di contrasto all’evasione e nel generare, anche indirettamente, effetti di semplificazione fiscale: la riduzione del tax gap favorisce, infatti, la stabilità del quadro normativo, riduce il ricorso ad interventi legislativi frammentati e contribuisce a rafforzare la certezza del diritto. Tali sviluppi richiedono, tuttavia, il pieno rispetto dei diritti fondamentali del contribuente, quale presidio essenziale del “giusto” procedimento di accertamento tributario. La trasparenza degli algoritmi, la prevenzione di effetti discriminatori e l’esercizio di un controllo effettivo da parte del funzionario rappresentano condizioni necessarie per evitare che la “travolgente forza pratica” degli algoritmi predittivi finisca per assumere un ruolo dominante nel processo decisionale, nonostante la c.d. “riserva di umanità” introdotta dalla recente disciplina nazionale sull’intelligenza artificiale. Solo in presenza di tali garanzie, l’intelligenza artificiale potrà effettivamente contribuire alla semplificazione del rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuenti, senza pregiudicare il necessario bilanciamento, ispirato al principio di proporzionalità, tra efficienza dell’azione amministrativa e tutela dei diritti fondamentali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


