La complessità dell’attuale contesto competitivo, che rende rischiosa ed economicamente sconveniente la totale proprietà della conoscenza utilizzata, richiede necessariamente alle imprese l’abilità di trovare input cognitivi anche al proprio esterno. L’assunto di partenza che si propugna nel corso di questo volume è sinte- tizzabile come segue: solo le imprese con competenze e conoscenze a valore aggiunto riescono ad entrare con successo in un network ed a sviluppare ivi processi di creazione di innovazione e valore. Ciò implica che, per avere tali conoscenze utili ad incrementare la propria competitività, le imprese debbano comprendere quali siano le migliori fonti e modalità di acquisizione della conoscenza. In termini pratici, le organizza- zioni competitive si distinguono per saper comprendere meglio della concorrenza se è più strategicamente ed economicamente conveniente acquisire conoscenza internamente (gerarchia), tramite collaborazioni mirate con partner esterni (mercato), oppure sfruttando le relazioni sociali con gli altri attori del proprio ambiente esterno (rete). La risposta a tale problematica non è certo semplice né univoca ma dipende sempre da molteplici fattori conte- stuali e contingenti. Tale complessità incrementa ancor più se l’impresa opera in settori ad al- ta tecnologia, in cui la produzione di conoscenza (nella fattispecie di natura tecnologica), non è soltanto un’attività strumentale alla realizzazione di output fisici ma è, piuttosto, parte integrante della sua mission. Ciò premesso, mutuando una terminologia metodologica propria degli studiosi anglosassoni, le research question a cui questo contributo intende rispondere sono così formalizzabili: Come devono essere gestite le cono- scenze per il corretto sviluppo dei processi imprenditoriali nelle reti di im- prese? Ed ancora, da quali “sorgenti” devono provenire le conoscenze utili ad un’impresa hi-tech (operante in un distretto tecnologico) per implementa- re un processo imprenditoriale? Questo contributo intende perseguire due obiettivi principali. Da un punto di vista pratico, il libro vuole fornire una “bussola” al management delle im- prese hi-tech operanti nei distretti tecnologici in merito a dove e come repe- rire gli input cognitivi che sono necessari per portare a compimento in modo efficiente un processo imprenditoriale. Da un punto di vista teorico invece, l’innovatività del contributo all’interno del panorama degli studi manageriali italiani risiede nell’interpretazione “controcorrente” del concetto di impren- ditorialità qui proposta. Non un tipo di governo dell’impresa ma un processo che mira a creare valore per l’impresa, indipendentemente dalle modalità attraverso cui questa raggiunge il succitato obiettivo. Questo lavoro monografico si compone di cinque capitoli ed adotta un metodo d’indagine induttivo. Si parte, infatti, dalla estrapolazione delle evi- denze che emergono da particolari reti territoriali di imprese (i distretti indu- striali) per proporre un’interpretazione concettuale knowledge-based dei pro- cessi imprenditoriali al loro interno. Questa è poi utilizzata per rileggere le dinamiche imprenditoriali tipiche dei distretti hi-tech.

Conoscenza, Imprenditorialità, Reti. Valore e Innovazione nei Distretti Tecnologici

2008

Abstract

La complessità dell’attuale contesto competitivo, che rende rischiosa ed economicamente sconveniente la totale proprietà della conoscenza utilizzata, richiede necessariamente alle imprese l’abilità di trovare input cognitivi anche al proprio esterno. L’assunto di partenza che si propugna nel corso di questo volume è sinte- tizzabile come segue: solo le imprese con competenze e conoscenze a valore aggiunto riescono ad entrare con successo in un network ed a sviluppare ivi processi di creazione di innovazione e valore. Ciò implica che, per avere tali conoscenze utili ad incrementare la propria competitività, le imprese debbano comprendere quali siano le migliori fonti e modalità di acquisizione della conoscenza. In termini pratici, le organizza- zioni competitive si distinguono per saper comprendere meglio della concorrenza se è più strategicamente ed economicamente conveniente acquisire conoscenza internamente (gerarchia), tramite collaborazioni mirate con partner esterni (mercato), oppure sfruttando le relazioni sociali con gli altri attori del proprio ambiente esterno (rete). La risposta a tale problematica non è certo semplice né univoca ma dipende sempre da molteplici fattori conte- stuali e contingenti. Tale complessità incrementa ancor più se l’impresa opera in settori ad al- ta tecnologia, in cui la produzione di conoscenza (nella fattispecie di natura tecnologica), non è soltanto un’attività strumentale alla realizzazione di output fisici ma è, piuttosto, parte integrante della sua mission. Ciò premesso, mutuando una terminologia metodologica propria degli studiosi anglosassoni, le research question a cui questo contributo intende rispondere sono così formalizzabili: Come devono essere gestite le cono- scenze per il corretto sviluppo dei processi imprenditoriali nelle reti di im- prese? Ed ancora, da quali “sorgenti” devono provenire le conoscenze utili ad un’impresa hi-tech (operante in un distretto tecnologico) per implementa- re un processo imprenditoriale? Questo contributo intende perseguire due obiettivi principali. Da un punto di vista pratico, il libro vuole fornire una “bussola” al management delle im- prese hi-tech operanti nei distretti tecnologici in merito a dove e come repe- rire gli input cognitivi che sono necessari per portare a compimento in modo efficiente un processo imprenditoriale. Da un punto di vista teorico invece, l’innovatività del contributo all’interno del panorama degli studi manageriali italiani risiede nell’interpretazione “controcorrente” del concetto di impren- ditorialità qui proposta. Non un tipo di governo dell’impresa ma un processo che mira a creare valore per l’impresa, indipendentemente dalle modalità attraverso cui questa raggiunge il succitato obiettivo. Questo lavoro monografico si compone di cinque capitoli ed adotta un metodo d’indagine induttivo. Si parte, infatti, dalla estrapolazione delle evi- denze che emergono da particolari reti territoriali di imprese (i distretti indu- striali) per proporre un’interpretazione concettuale knowledge-based dei pro- cessi imprenditoriali al loro interno. Questa è poi utilizzata per rileggere le dinamiche imprenditoriali tipiche dei distretti hi-tech.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11367/28587
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