Obiettivo del presente lavoro è l’analisi degli effetti della crisi dell’impresa guida sulla rete di relazioni da essa governata. In tale ottica, il tema è rilevante sia dal punto di vista teorico, sia in ragione della sua grande attualità. In relazione agli aspetti teorici, il concetto ed il ruolo dell’“impresa guida” sono stati oggetto di diversi studi che hanno efficacemente qualificato una serie di aspetti caratterizzanti il fenomeno. Ci riferiamo, ad esempio, ai concetti di indotto - riferito a quelle unità di business che si collocano funzionalmente “intorno” ad un’impresa centrale secondo un modello strutturale definibile di costellazione (LORENZONI, 1990) - di impresa motrice - che sottolinea il ruolo guida nei processi di sviluppo (PERROUX, 1966) - di unità centrale di governo di un sistema di relazioni interaziendali (DIOGUARDI, 1982), di convinzioni, esperienze, orientamenti di fondo o idee - maturate all’interno dell’impresa guida, secondo cui gli obiettivi, la posizione strategica e il vantaggio rispetto ai concorrenti si realizzano attraverso forme di relazioni forti, di accordi con imprese terze, di assetti organizzativi congruenti (FAZZI, 1982; CODA, 1988; NORMANN, 1979), - di industrial network - che riferisce al peso specifico delle relazioni interaziendali, al loro impatto sulla creazione di informazioni, sui comportamenti innovativi, sui vincoli organizzativi (IMAI, 1986) - di referent organisation - per indicare implicitamente l’esistenza di un punto di riferimento o comunque di nodi di governo delle relazioni che risultano utili, in specie, sotto il profilo progettuale (TRIST, 1983) -. Tali connotazioni rappresentano la base portante e solida del presente contributo in quanto risolvono, dal punto di vista della qualificazione, un accettabile “oggettività” di osservazione. Contestualizzando, tra l’altro, il fenomeno alla realtà del nostro Paese, i dati relativi ai rapporti costi esterni/fatturato e valore aggiunto/fatturato supportano, quantitativamente, il crescente interesse per il fenomeno delle reti e delle relazioni tra imprese: per il primo rapporto, infatti, si è passati dal 72,1% del 1992 all’80% del 2000, mentre per il secondo, si è registrata una flessione, passando dal 33% del 1992 al 26,7% del 2000 (MEDIOBANCA, 2001). La rilevanza che assume il tema oggetto di indagine denuncia alcuni aspetti suscettibili di ulteriore approfondimento. Da un lato, si delinea sempre più la consapevolezza delle piccole imprese, soprattutto quelle che operano localmente, degli enormi vantaggi competitivi conseguibili attraverso l’adesione a network (METALLO, PENCARELLI, 1995). Dall’altro lato la partecipazione ad un network rende, tuttavia, le prestazioni della singola impresa dipendenti da quelle del network nel suo complesso.

Dalla Crisi dell'impresa-guida alla crisi della rete di impresa: verso un modello di analisi

BASSANO, Clara
2003

Abstract

Obiettivo del presente lavoro è l’analisi degli effetti della crisi dell’impresa guida sulla rete di relazioni da essa governata. In tale ottica, il tema è rilevante sia dal punto di vista teorico, sia in ragione della sua grande attualità. In relazione agli aspetti teorici, il concetto ed il ruolo dell’“impresa guida” sono stati oggetto di diversi studi che hanno efficacemente qualificato una serie di aspetti caratterizzanti il fenomeno. Ci riferiamo, ad esempio, ai concetti di indotto - riferito a quelle unità di business che si collocano funzionalmente “intorno” ad un’impresa centrale secondo un modello strutturale definibile di costellazione (LORENZONI, 1990) - di impresa motrice - che sottolinea il ruolo guida nei processi di sviluppo (PERROUX, 1966) - di unità centrale di governo di un sistema di relazioni interaziendali (DIOGUARDI, 1982), di convinzioni, esperienze, orientamenti di fondo o idee - maturate all’interno dell’impresa guida, secondo cui gli obiettivi, la posizione strategica e il vantaggio rispetto ai concorrenti si realizzano attraverso forme di relazioni forti, di accordi con imprese terze, di assetti organizzativi congruenti (FAZZI, 1982; CODA, 1988; NORMANN, 1979), - di industrial network - che riferisce al peso specifico delle relazioni interaziendali, al loro impatto sulla creazione di informazioni, sui comportamenti innovativi, sui vincoli organizzativi (IMAI, 1986) - di referent organisation - per indicare implicitamente l’esistenza di un punto di riferimento o comunque di nodi di governo delle relazioni che risultano utili, in specie, sotto il profilo progettuale (TRIST, 1983) -. Tali connotazioni rappresentano la base portante e solida del presente contributo in quanto risolvono, dal punto di vista della qualificazione, un accettabile “oggettività” di osservazione. Contestualizzando, tra l’altro, il fenomeno alla realtà del nostro Paese, i dati relativi ai rapporti costi esterni/fatturato e valore aggiunto/fatturato supportano, quantitativamente, il crescente interesse per il fenomeno delle reti e delle relazioni tra imprese: per il primo rapporto, infatti, si è passati dal 72,1% del 1992 all’80% del 2000, mentre per il secondo, si è registrata una flessione, passando dal 33% del 1992 al 26,7% del 2000 (MEDIOBANCA, 2001). La rilevanza che assume il tema oggetto di indagine denuncia alcuni aspetti suscettibili di ulteriore approfondimento. Da un lato, si delinea sempre più la consapevolezza delle piccole imprese, soprattutto quelle che operano localmente, degli enormi vantaggi competitivi conseguibili attraverso l’adesione a network (METALLO, PENCARELLI, 1995). Dall’altro lato la partecipazione ad un network rende, tuttavia, le prestazioni della singola impresa dipendenti da quelle del network nel suo complesso.
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