La presente ricerca su Alfredo Bartolomei (1874-1954) intende contribuire a colmare una lacuna della storia della filosofia del diritto italiana della prima metà del ‘900. La sua opera, conosciuta ed apprezzata in vita - si occuparono di lui Gumplowicz, Laband e la giuspubblicistica italiana - non ha ricevuto, infatti, particolari approfondimenti. Essa si è sviluppata all’interno del rinnovamento stesso della filosofia del diritto, all’inizio del secolo scorso, all’insegna del neo-kantismo, inteso come una delle forme di ‘reazione idealistica al positivismo’, o, come egli stesso la denominò, di «eutanasia critica del positivismo». Pertanto, la ricerca si occupa dell’intera produzione scientifica bartolomeiana analizzando la sua riflessione sulla ‘filosofia dei valori’ delle diverse ‘scuole’ del neocriticismo tedesco, sui ‘metodi’ delle diverse scienze, sulla ‘scienza giuridica’ tedesca del diritto pubblico, fino alla ‘svolta’ ‘antiformalistica’, del 1937, quando egli sottopose il suo pensiero a un decisivo ripensamento autocritico.

L’eutanasia ‘critica’ del positivismo. Neocriticismo, diritto e Stato nell’opera di Alfredo Bartolomei

LUONGO, ANTONIO
2008

Abstract

La presente ricerca su Alfredo Bartolomei (1874-1954) intende contribuire a colmare una lacuna della storia della filosofia del diritto italiana della prima metà del ‘900. La sua opera, conosciuta ed apprezzata in vita - si occuparono di lui Gumplowicz, Laband e la giuspubblicistica italiana - non ha ricevuto, infatti, particolari approfondimenti. Essa si è sviluppata all’interno del rinnovamento stesso della filosofia del diritto, all’inizio del secolo scorso, all’insegna del neo-kantismo, inteso come una delle forme di ‘reazione idealistica al positivismo’, o, come egli stesso la denominò, di «eutanasia critica del positivismo». Pertanto, la ricerca si occupa dell’intera produzione scientifica bartolomeiana analizzando la sua riflessione sulla ‘filosofia dei valori’ delle diverse ‘scuole’ del neocriticismo tedesco, sui ‘metodi’ delle diverse scienze, sulla ‘scienza giuridica’ tedesca del diritto pubblico, fino alla ‘svolta’ ‘antiformalistica’, del 1937, quando egli sottopose il suo pensiero a un decisivo ripensamento autocritico.
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