Il presente lavoro si propone di indagare le possibili traiettorie evolutive di un cluster di imprese, presentando i primi risultati di una ricerca longitudinale effettuata e ancora in corso, finanziata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Cofin 2004/2005 – “Modelli organizzativi emergenti e indicatori di performance nei cluster industriali in fase di maturità e di crisi”). Il paper si inserisce nel filone di studi che analizza la cluster dynamics (Krackhardt, 1994; Ahuja, 2000; Hansen, 2002; Zaho & Aram, 1995; Nooteboom, 1992, 2004; Gulati e Gargiulo, 1999) indagando le relazioni interorganizzative all’interno di un cluster territorialmente localizzato nella regione Campania e concentrato, in particolare, nell’area metropolitana di Napoli. Rappresenta la prima parte di un lavoro che mira ad analizzare l’evoluzione di un cluster che opera in un settore tradizionale in un momento di maturità/crisi, analizzando l’impatto delle possibili azioni poste in essere da un’impresa traente o guida (Mercurio, 1983; Lorenzoni, 1992) e da un attore istituzionale. L’oggetto d’analisi empirica è rappresentato dalle aziende del comparto ferrotranviario, che presentano numerosi elementi di omogeneità: prossimità geografica e prossimità socioculturale, dimensione, mercato geografico di sbocco, clienti finali. Il cluster si caratterizza per la presenza di due attori centrali: un’istituzione (la Regione Campania attraverso il lavoro congiunto di tre assessorati) e un’impresa (Alfa) legata alle altre imprese del cluster in quanto principale cliente finale delle stesse. In questa prima fase saranno analizzate le motivazioni strategiche che spingono questi due attori ad intervenire supportando processi di incremento del grado di collaborazione interorganizzativa tra le imprese del cluster. Più nel dettaglio si vedrà come l’utilizzo di indicatori strutturali del network (structural embeddness) non siano sufficienti a spiegare le dinamiche che animano i comportamenti strategici dei diversi attori all’interno del cluster e, più nel dettaglio, le azioni intraprese dall’impresa traente.

Regolazione istituzionale e strategie dei singoli attori per la competitività di un cluster

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2006

Abstract

Il presente lavoro si propone di indagare le possibili traiettorie evolutive di un cluster di imprese, presentando i primi risultati di una ricerca longitudinale effettuata e ancora in corso, finanziata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Cofin 2004/2005 – “Modelli organizzativi emergenti e indicatori di performance nei cluster industriali in fase di maturità e di crisi”). Il paper si inserisce nel filone di studi che analizza la cluster dynamics (Krackhardt, 1994; Ahuja, 2000; Hansen, 2002; Zaho & Aram, 1995; Nooteboom, 1992, 2004; Gulati e Gargiulo, 1999) indagando le relazioni interorganizzative all’interno di un cluster territorialmente localizzato nella regione Campania e concentrato, in particolare, nell’area metropolitana di Napoli. Rappresenta la prima parte di un lavoro che mira ad analizzare l’evoluzione di un cluster che opera in un settore tradizionale in un momento di maturità/crisi, analizzando l’impatto delle possibili azioni poste in essere da un’impresa traente o guida (Mercurio, 1983; Lorenzoni, 1992) e da un attore istituzionale. L’oggetto d’analisi empirica è rappresentato dalle aziende del comparto ferrotranviario, che presentano numerosi elementi di omogeneità: prossimità geografica e prossimità socioculturale, dimensione, mercato geografico di sbocco, clienti finali. Il cluster si caratterizza per la presenza di due attori centrali: un’istituzione (la Regione Campania attraverso il lavoro congiunto di tre assessorati) e un’impresa (Alfa) legata alle altre imprese del cluster in quanto principale cliente finale delle stesse. In questa prima fase saranno analizzate le motivazioni strategiche che spingono questi due attori ad intervenire supportando processi di incremento del grado di collaborazione interorganizzativa tra le imprese del cluster. Più nel dettaglio si vedrà come l’utilizzo di indicatori strutturali del network (structural embeddness) non siano sufficienti a spiegare le dinamiche che animano i comportamenti strategici dei diversi attori all’interno del cluster e, più nel dettaglio, le azioni intraprese dall’impresa traente.
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