La produzione, l’adozione e la diffusione delle innovazioni sono fattori essenziali per la crescita competitiva delle imprese e per lo sviluppo economico di paesi e di aree territoriali. A tal proposito, si può, infatti, riscontrare un consenso generale, nell’ambito della letteratura economico-aziendale, nel considerare il cambiamento tecnologico come la più importante risorsa di dinamismo nelle economie capitaliste e l’innovazione come il “core” dello sviluppo delle imprese. L’uso di tecnologie microelettroniche, la combinazione di computer e di sistemi di comunicazione innovativi hanno accresciuto l’interesse nei confronti dei sempre più rapidi cambiamenti tecnologici, imponendo una maggiore attenzione da parte di ricercatori ed operatori istituzionali nei riguardi, sia dei principali soggetti innovatori, sia dei fattori in grado di generare, attraverso meccanismi di interazione, un terreno fertile allo sviluppo delle innovazioni tecnologiche: ciò a fronte, soprattutto, della crescente sfida competitiva imposta dal consolidamento del processo di globalizzazione dei mercati e delle imprese. In quanto risultato di un’attività complessa, le innovazioni tecnologiche si configurano come fase finale di un processo circolare che interessa l’intero apparato produttivo e che appare fortemente collegato alla creazione, al trasferimento e alla diffusione delle conoscenze. Nell’ottica delineata, le nuove tecnologie supportano la nascita e la crescita delle imprese, anche di minori dimensioni, nella misura in cui stimolano lo sviluppo cognitivo delle organizzazioni, indirizzando gli attori verso un ripensamento profondo del sistema del valore aziendale. Alla luce delle considerazioni riportate, nella prima parte del lavoro, è stata posta l’attenzione sulle determinanti del processo innovativo, evidenziando la natura sistemica dello stesso, ed analizzando i principali fattori – macro e micro-economici - in grado di incidere, direttamente o indirettamente, sulla propensione al rischio delle imprese e sulla capacità delle stesse di attuare comportamenti innovativi. Nell’ambito delle determinanti micro-economiche, è stata, in particolare, esaminata la relazione esistente, in un’ottica tradizionale, tra dimensione aziendale e innovatività e, in una prospettiva Competence Based, tra risorse e competenze possedute dalle imprese e loro comportamento innovativo. Qualsiasi innovazione tecnologica assume connotati differenti in relazione alla velocità e all’intensità con cui è in grado di introdurre dei cambiamenti nei sistemi economici complessivamente intesi. Le tecnologie caratterizzate da elevati livelli di intensità e di velocità innovativa sono in grado, infatti, di modificare, in maniera significativa, non soltanto, i modelli di business adottati dalle organizzazioni, ma i anche i sistemi di comunicazione prevalenti e il modo in cui gli individui lavorano e socializzano. Alla luce delle osservazioni riportate, si giustifica la crescente attenzione, dimostrata, negli ultimi anni, dagli esponenti della letteratura economico-aziendale e dai principali Osservatori di Ricerca, nazionali ed internazionali, nei confronti dell’affermazione delle tecnologie dell’ informazione (IT) e del world wide web come canale di comunicazione universale. La velocità delle tecnologie di comunicazione e la facilità con cui le stesse consentono di trasferire informazioni e conoscenze hanno rivoluzionato i modi di competere delle imprese, contribuendo, inoltre, alla nascita di prodotti, servizi e canali di distribuzione innovativi. Non si può negare, dunque, che uno degli aspetti più evidenti della nuova economia sia l’affermazione della sua componente digitale o virtuale, ovvero di un contesto nel quale le transazioni economiche e le funzioni che governano le imprese, le istituzioni e la collettività sono programmate ed eseguite con il supporto di tecnologie digitali. Alla luce delle considerazioni riportate, la seconda parte del lavoro è stata indirizzata ad un’analisi del ruolo assunto dalle nuove tecnologie delle informazioni nei processi competitivi delle PMI, dei principali vantaggi ed ostacoli che le organizzazioni di minori dimensioni percepiscono circa l’utilizzo del canale elettronico e del supporto dell’ e-business allo sviluppo internazionale delle imprese. La constatazione del fallimento di numerose iniziative di e-commerce ha indotto, poi, ad esaminare, sia il modo attraverso il quale la diffusione di Internet ha impattato sulla struttura del settore, modificandone le forze in “gioco”, sia le motivazioni che hanno indotto numerose Internet based company ad un allontanamento dal core business aziendale e dalle attività volte ad accrescere il patrimonio di conoscenze e competenze. Se da un lato, infatti, l’ingresso in Rete consente agli operatori di ridurre i costi e i tempi di accesso ad informazioni e al know how, offrendo agli stessi l’opportunità di veicolare facilmente tutto ciò che è composto da bit, dall’altro esso rende più difficile acquisire un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti. In quest’ottica emerge la necessità per le organizzazioni di una continua ricerca del giusto trade off tra le diverse attività aziendali, tra flussi fisici e virtuali, nella consapevolezza che i driver della profittabilità di impresa trascendano il tipo di tecnologia utilizzata, radicandosi, piuttosto, nel patrimonio di risorse e competenze posseduto. L’ultima parte del lavoro è stata, infine, incentrata sull’analisi di un caso aziendale di successo e sulle modalità attraverso le quali una piccola impresa campana è riuscita a sfruttare vantaggi ed opportunità del commercio elettronico, superando gli ostacoli con i quali una PMI deve generalmente confrontarsi.

Il ruolo delle tecnologie dell’informazione nei processi competitivi delle piccole e medie industrie

2008

Abstract

La produzione, l’adozione e la diffusione delle innovazioni sono fattori essenziali per la crescita competitiva delle imprese e per lo sviluppo economico di paesi e di aree territoriali. A tal proposito, si può, infatti, riscontrare un consenso generale, nell’ambito della letteratura economico-aziendale, nel considerare il cambiamento tecnologico come la più importante risorsa di dinamismo nelle economie capitaliste e l’innovazione come il “core” dello sviluppo delle imprese. L’uso di tecnologie microelettroniche, la combinazione di computer e di sistemi di comunicazione innovativi hanno accresciuto l’interesse nei confronti dei sempre più rapidi cambiamenti tecnologici, imponendo una maggiore attenzione da parte di ricercatori ed operatori istituzionali nei riguardi, sia dei principali soggetti innovatori, sia dei fattori in grado di generare, attraverso meccanismi di interazione, un terreno fertile allo sviluppo delle innovazioni tecnologiche: ciò a fronte, soprattutto, della crescente sfida competitiva imposta dal consolidamento del processo di globalizzazione dei mercati e delle imprese. In quanto risultato di un’attività complessa, le innovazioni tecnologiche si configurano come fase finale di un processo circolare che interessa l’intero apparato produttivo e che appare fortemente collegato alla creazione, al trasferimento e alla diffusione delle conoscenze. Nell’ottica delineata, le nuove tecnologie supportano la nascita e la crescita delle imprese, anche di minori dimensioni, nella misura in cui stimolano lo sviluppo cognitivo delle organizzazioni, indirizzando gli attori verso un ripensamento profondo del sistema del valore aziendale. Alla luce delle considerazioni riportate, nella prima parte del lavoro, è stata posta l’attenzione sulle determinanti del processo innovativo, evidenziando la natura sistemica dello stesso, ed analizzando i principali fattori – macro e micro-economici - in grado di incidere, direttamente o indirettamente, sulla propensione al rischio delle imprese e sulla capacità delle stesse di attuare comportamenti innovativi. Nell’ambito delle determinanti micro-economiche, è stata, in particolare, esaminata la relazione esistente, in un’ottica tradizionale, tra dimensione aziendale e innovatività e, in una prospettiva Competence Based, tra risorse e competenze possedute dalle imprese e loro comportamento innovativo. Qualsiasi innovazione tecnologica assume connotati differenti in relazione alla velocità e all’intensità con cui è in grado di introdurre dei cambiamenti nei sistemi economici complessivamente intesi. Le tecnologie caratterizzate da elevati livelli di intensità e di velocità innovativa sono in grado, infatti, di modificare, in maniera significativa, non soltanto, i modelli di business adottati dalle organizzazioni, ma i anche i sistemi di comunicazione prevalenti e il modo in cui gli individui lavorano e socializzano. Alla luce delle osservazioni riportate, si giustifica la crescente attenzione, dimostrata, negli ultimi anni, dagli esponenti della letteratura economico-aziendale e dai principali Osservatori di Ricerca, nazionali ed internazionali, nei confronti dell’affermazione delle tecnologie dell’ informazione (IT) e del world wide web come canale di comunicazione universale. La velocità delle tecnologie di comunicazione e la facilità con cui le stesse consentono di trasferire informazioni e conoscenze hanno rivoluzionato i modi di competere delle imprese, contribuendo, inoltre, alla nascita di prodotti, servizi e canali di distribuzione innovativi. Non si può negare, dunque, che uno degli aspetti più evidenti della nuova economia sia l’affermazione della sua componente digitale o virtuale, ovvero di un contesto nel quale le transazioni economiche e le funzioni che governano le imprese, le istituzioni e la collettività sono programmate ed eseguite con il supporto di tecnologie digitali. Alla luce delle considerazioni riportate, la seconda parte del lavoro è stata indirizzata ad un’analisi del ruolo assunto dalle nuove tecnologie delle informazioni nei processi competitivi delle PMI, dei principali vantaggi ed ostacoli che le organizzazioni di minori dimensioni percepiscono circa l’utilizzo del canale elettronico e del supporto dell’ e-business allo sviluppo internazionale delle imprese. La constatazione del fallimento di numerose iniziative di e-commerce ha indotto, poi, ad esaminare, sia il modo attraverso il quale la diffusione di Internet ha impattato sulla struttura del settore, modificandone le forze in “gioco”, sia le motivazioni che hanno indotto numerose Internet based company ad un allontanamento dal core business aziendale e dalle attività volte ad accrescere il patrimonio di conoscenze e competenze. Se da un lato, infatti, l’ingresso in Rete consente agli operatori di ridurre i costi e i tempi di accesso ad informazioni e al know how, offrendo agli stessi l’opportunità di veicolare facilmente tutto ciò che è composto da bit, dall’altro esso rende più difficile acquisire un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti. In quest’ottica emerge la necessità per le organizzazioni di una continua ricerca del giusto trade off tra le diverse attività aziendali, tra flussi fisici e virtuali, nella consapevolezza che i driver della profittabilità di impresa trascendano il tipo di tecnologia utilizzata, radicandosi, piuttosto, nel patrimonio di risorse e competenze posseduto. L’ultima parte del lavoro è stata, infine, incentrata sull’analisi di un caso aziendale di successo e sulle modalità attraverso le quali una piccola impresa campana è riuscita a sfruttare vantaggi ed opportunità del commercio elettronico, superando gli ostacoli con i quali una PMI deve generalmente confrontarsi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11367/18892
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