Il diritto penale del lavoro rappresenta un laboratorio di tutta la legislazione penale speciale sotto diversi profili: la netta predominanza del diritto giurisprudenziale e l’avanzato stato di crisi della normativita’ che ne consegue, ad esempio, sono qualita’ specifiche comuni a quasi tutta la legislazione penale speciale. Anche il problematico contemperamento delle esigenze di politica criminale con i principi di tassativita’, certezza del diritto e colpevolezza e’ una caratteristiche che accomuna la materia penale lavoristica alle altre branche della legislazione penale complementare. La questione dei presupposti e dei limiti della responsabilita’ penale del datore di lavoro (e del committente) costituisce, a tal fine, un paradigma privilegiato. E’ in tale ambito, infatti, che emergono le difficolta’ poste da istituti creati dalla prassi e dalla giurisprudenza, che hanno finalmente trovato una collocazione normativa nel D. Lgs. 81/2008 (cd. T.U. in materia di sicurezza sul lavoro) quale, ad esempio, la delega di funzioni, ancora in cerca di univoco inquadramento dogmatico. Nel presente lavoro si propone una soluzione a questo problema, limitatamente ai suoi – peraltro rilevanti – risvolti penali, sperimentando un inquadramento della delega di funzioni nell’ambito dell’art. 51 c.p., sotto il profilo, a seconda dei casi, dell’adempimento di un dovere ovvero dell’esercizio di un diritto. Gli esiti applicativi della ricostruzione della natura giuridica della delega di funzioni attraverso il ricorso all’esimente di cui all’art. 51 c.p. sono molteplici e rilevanti, soprattutto con riferimento alla disciplina dell’errore e alla successione di leggi penali nel tempo. E’ proprio in tali ambiti, infatti, che l’inquadramento proposto esplica i suoi effetti più evidenti. Anche sotto il profilo processuale, l’assimilazione dell’istituto in questione con le cause di giustificazione consente di superare ricorrenti accuse d’inversione dell’onere della prova nell’allegazione processuale della delega.

La delega di funzioni nel sistema penale. Il paradigma della sicurezza sul lavoro

DE VITA, ALBERTO
2008

Abstract

Il diritto penale del lavoro rappresenta un laboratorio di tutta la legislazione penale speciale sotto diversi profili: la netta predominanza del diritto giurisprudenziale e l’avanzato stato di crisi della normativita’ che ne consegue, ad esempio, sono qualita’ specifiche comuni a quasi tutta la legislazione penale speciale. Anche il problematico contemperamento delle esigenze di politica criminale con i principi di tassativita’, certezza del diritto e colpevolezza e’ una caratteristiche che accomuna la materia penale lavoristica alle altre branche della legislazione penale complementare. La questione dei presupposti e dei limiti della responsabilita’ penale del datore di lavoro (e del committente) costituisce, a tal fine, un paradigma privilegiato. E’ in tale ambito, infatti, che emergono le difficolta’ poste da istituti creati dalla prassi e dalla giurisprudenza, che hanno finalmente trovato una collocazione normativa nel D. Lgs. 81/2008 (cd. T.U. in materia di sicurezza sul lavoro) quale, ad esempio, la delega di funzioni, ancora in cerca di univoco inquadramento dogmatico. Nel presente lavoro si propone una soluzione a questo problema, limitatamente ai suoi – peraltro rilevanti – risvolti penali, sperimentando un inquadramento della delega di funzioni nell’ambito dell’art. 51 c.p., sotto il profilo, a seconda dei casi, dell’adempimento di un dovere ovvero dell’esercizio di un diritto. Gli esiti applicativi della ricostruzione della natura giuridica della delega di funzioni attraverso il ricorso all’esimente di cui all’art. 51 c.p. sono molteplici e rilevanti, soprattutto con riferimento alla disciplina dell’errore e alla successione di leggi penali nel tempo. E’ proprio in tali ambiti, infatti, che l’inquadramento proposto esplica i suoi effetti più evidenti. Anche sotto il profilo processuale, l’assimilazione dell’istituto in questione con le cause di giustificazione consente di superare ricorrenti accuse d’inversione dell’onere della prova nell’allegazione processuale della delega.
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