Gli stereotipi rappresentano un tema molto presente negli studi di psicologia sociale e cognitiva, che ne enfatizzano il ruolo chiave nella formazione di giudizi e nei processi decisionali. Negli ultimi anni essi si stanno affermando come argomento di rilevante interesse tra gli studiosi di Human Resource Management e Organizational Behavior, nell’ambito di ricerche condotte sulla diversità in azienda. La crescente attenzione per tale tema deriva dal riconoscimento delle forti implicazioni che gli stereotipi possono avere sui processi organizzativi, compromettendo il buon esito di importanti attività manageriali. Giudicare attraverso gli stereotipi implica attribuire ad una persona le caratteristiche appartenenti ad un intero gruppo di riferimento. Ciò può portare ad errori di percezione e a scelte sbagliate che investono principalmente quelle aree manageriali che si basano sui rapporti interpersonali e implicano processi valutativi: la selezione del personale, la carriera, il supporto allo sviluppo delle persone. Conseguenze rilevanti in ambito organizzativo possono riguardare la scelta di candidati poco idonei durante un processo di selezione del personale o di promozione professionale, oppure errori di valutazione quando si tratta di esprimere giudizi sulle performance o sui comportamenti di individui a lavoro. Si osserva tuttavia che gli stereotipi possono anche produrre effetti importanti sui comportamenti organizzativi delle persone associate ai gruppi negativamente stereotipati. Il fenomeno osservato in tali casi è definito “minaccia da stereotipo” per indicare la condizione psicologica di ansia ed apprensione di quei lavoratori che, impegnati in un compito o un’attività, temono una valutazione negativa e, conseguentemente, subiscono un calo delle performance. Le categorie tipicamente più esposte a tale fenomeno sono rappresentate da donne, minoranze etniche e razziali, gay, disabili, definite in letteratura come stigma conscious, in quanto perfettamente consapevoli degli stereotipi a cui sono associati. Nel presente lavoro si propone un modello di analisi degli stereotipi e delle condizioni di contesto che ne favoriscono la formazione e la diffusione. Si pone in evidenza come l’ampia diffusione di stereotipi sul lavoro, sulla carriera delle donne, sui cicli di vita professionali, sulla condotta dei lavoratori stranieri, sulla capacità produttiva dei disabili possa creare problemi di iniquità sociale, da cui scaturiscono rilevanti implicazioni per l’organizzazione e la gestione delle risorse umane.

Gli stereotipi nell’organizzazione. Analisi degli effetti sui processi decisionali e sui comportamenti dei lavoratori

BUONOCORE, Filomena
2011

Abstract

Gli stereotipi rappresentano un tema molto presente negli studi di psicologia sociale e cognitiva, che ne enfatizzano il ruolo chiave nella formazione di giudizi e nei processi decisionali. Negli ultimi anni essi si stanno affermando come argomento di rilevante interesse tra gli studiosi di Human Resource Management e Organizational Behavior, nell’ambito di ricerche condotte sulla diversità in azienda. La crescente attenzione per tale tema deriva dal riconoscimento delle forti implicazioni che gli stereotipi possono avere sui processi organizzativi, compromettendo il buon esito di importanti attività manageriali. Giudicare attraverso gli stereotipi implica attribuire ad una persona le caratteristiche appartenenti ad un intero gruppo di riferimento. Ciò può portare ad errori di percezione e a scelte sbagliate che investono principalmente quelle aree manageriali che si basano sui rapporti interpersonali e implicano processi valutativi: la selezione del personale, la carriera, il supporto allo sviluppo delle persone. Conseguenze rilevanti in ambito organizzativo possono riguardare la scelta di candidati poco idonei durante un processo di selezione del personale o di promozione professionale, oppure errori di valutazione quando si tratta di esprimere giudizi sulle performance o sui comportamenti di individui a lavoro. Si osserva tuttavia che gli stereotipi possono anche produrre effetti importanti sui comportamenti organizzativi delle persone associate ai gruppi negativamente stereotipati. Il fenomeno osservato in tali casi è definito “minaccia da stereotipo” per indicare la condizione psicologica di ansia ed apprensione di quei lavoratori che, impegnati in un compito o un’attività, temono una valutazione negativa e, conseguentemente, subiscono un calo delle performance. Le categorie tipicamente più esposte a tale fenomeno sono rappresentate da donne, minoranze etniche e razziali, gay, disabili, definite in letteratura come stigma conscious, in quanto perfettamente consapevoli degli stereotipi a cui sono associati. Nel presente lavoro si propone un modello di analisi degli stereotipi e delle condizioni di contesto che ne favoriscono la formazione e la diffusione. Si pone in evidenza come l’ampia diffusione di stereotipi sul lavoro, sulla carriera delle donne, sui cicli di vita professionali, sulla condotta dei lavoratori stranieri, sulla capacità produttiva dei disabili possa creare problemi di iniquità sociale, da cui scaturiscono rilevanti implicazioni per l’organizzazione e la gestione delle risorse umane.
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