Il volume si propone di valutare la qualità dell’informativa di sostenibilità redatta sotto la CSRD dalle società quotate nel FTSE operanti nel settore delle utilities, individuate sulla base della classificazione Industrial Classification Benchmark (ICB). L’obiettivo non è quello di verificare esclusivamente il grado di conformità agli standard, bensì di indagare in che misura l’adozione degli ESRS contribuisca a migliorare la profondità informativa, la coerenza interna e l’orientamento strategico dei report di sostenibilità. In altri termini, il volume intende interrogarsi se la CSRD stia effettivamente favorendo un salto qualitativo nella disclosure ESG o se, al contrario, stia prevalentemente rafforzando logiche di adempimento regolatorio. Per rispondere a tale interrogativo, il lavoro propone e applica un modello di valutazione della qualità dell’informativa di sostenibilità ESRS-based, concepito per essere replicabile e utilizzabile in contesti settoriali e geografici differenti. Il modello si fonda su un approccio di content analysis strutturata e consente di distinguere tra dimensioni diverse della qualità informativa, superando una visione meramente binaria della conformità. In particolare, l’analisi consente di cogliere non solo la presenza delle informazioni richieste dagli standard, ma anche il loro livello di articolazione, integrazione e significatività rispetto alla strategia aziendale e ai processi di governance. L’adozione di un approccio teoricamente assertivo consente di inquadrare i risultati empirici all’interno dei principali framework interpretativi della letteratura sul sustainability reporting. Le dinamiche osservate vengono lette alla luce delle pressioni istituzionali generate dal nuovo quadro regolatorio, delle strategie di legittimazione adottate dalle imprese e delle aspettative degli stakeholder, in un contesto in cui la rendicontazione di sostenibilità assume sempre più il ruolo di strumento di accountability verso i mercati finanziari e i decisori pubblici. In questa prospettiva, la qualità dell’informativa non è considerata come un mero esito tecnico del processo di reporting, ma come il risultato di scelte organizzative e strategiche che riflettono il modo in cui le imprese interpretano e interiorizzano i vincoli e le opportunità della CSRD. I risultati dell’analisi empirica mostrano un quadro caratterizzato da elevati livelli di conformità formale agli ESRS, accompagnati tuttavia talvolta da una minore profondità strategica dell’informativa. Emergono differenze significative tra le imprese analizzate, con la presenza di alcune best practice in grado di integrare in modo più coerente strategia, governance e obiettivi di sostenibilità, accanto a casi in cui la disclosure appare prevalentemente orientata all’adempimento regolatorio. Tali evidenze suggeriscono che l’introduzione di standard più stringenti, pur rappresentando una condizione necessaria per migliorare la qualità dell’informativa, non è di per sé sufficiente a garantire un effettivo avanzamento verso forme di rendicontazione più sostanziali e orientate al valore. La monografia si rivolge principalmente a studiosi e dottorandi interessati ai temi del sustainability reporting, dell’accounting regolato e della governance ESG, nonché a regolatori e policy maker coinvolti nel disegno e nell’implementazione delle politiche europee in materia di disclosure non finanziaria. In questo senso, il lavoro intende contribuire sia al dibattito accademico sulla qualità dell’informativa di sostenibilità, sia alla riflessione istituzionale sulle modalità attraverso cui la CSRD può evolvere da strumento di armonizzazione normativa a leva effettiva di trasformazione delle pratiche aziendali.
La qualità della disclosure di sostenibilità sotto la CSRD. Evidenze empiriche dalle utilities FTSE secondo gli standard ESRS
massimo valeri
2025-01-01
Abstract
Il volume si propone di valutare la qualità dell’informativa di sostenibilità redatta sotto la CSRD dalle società quotate nel FTSE operanti nel settore delle utilities, individuate sulla base della classificazione Industrial Classification Benchmark (ICB). L’obiettivo non è quello di verificare esclusivamente il grado di conformità agli standard, bensì di indagare in che misura l’adozione degli ESRS contribuisca a migliorare la profondità informativa, la coerenza interna e l’orientamento strategico dei report di sostenibilità. In altri termini, il volume intende interrogarsi se la CSRD stia effettivamente favorendo un salto qualitativo nella disclosure ESG o se, al contrario, stia prevalentemente rafforzando logiche di adempimento regolatorio. Per rispondere a tale interrogativo, il lavoro propone e applica un modello di valutazione della qualità dell’informativa di sostenibilità ESRS-based, concepito per essere replicabile e utilizzabile in contesti settoriali e geografici differenti. Il modello si fonda su un approccio di content analysis strutturata e consente di distinguere tra dimensioni diverse della qualità informativa, superando una visione meramente binaria della conformità. In particolare, l’analisi consente di cogliere non solo la presenza delle informazioni richieste dagli standard, ma anche il loro livello di articolazione, integrazione e significatività rispetto alla strategia aziendale e ai processi di governance. L’adozione di un approccio teoricamente assertivo consente di inquadrare i risultati empirici all’interno dei principali framework interpretativi della letteratura sul sustainability reporting. Le dinamiche osservate vengono lette alla luce delle pressioni istituzionali generate dal nuovo quadro regolatorio, delle strategie di legittimazione adottate dalle imprese e delle aspettative degli stakeholder, in un contesto in cui la rendicontazione di sostenibilità assume sempre più il ruolo di strumento di accountability verso i mercati finanziari e i decisori pubblici. In questa prospettiva, la qualità dell’informativa non è considerata come un mero esito tecnico del processo di reporting, ma come il risultato di scelte organizzative e strategiche che riflettono il modo in cui le imprese interpretano e interiorizzano i vincoli e le opportunità della CSRD. I risultati dell’analisi empirica mostrano un quadro caratterizzato da elevati livelli di conformità formale agli ESRS, accompagnati tuttavia talvolta da una minore profondità strategica dell’informativa. Emergono differenze significative tra le imprese analizzate, con la presenza di alcune best practice in grado di integrare in modo più coerente strategia, governance e obiettivi di sostenibilità, accanto a casi in cui la disclosure appare prevalentemente orientata all’adempimento regolatorio. Tali evidenze suggeriscono che l’introduzione di standard più stringenti, pur rappresentando una condizione necessaria per migliorare la qualità dell’informativa, non è di per sé sufficiente a garantire un effettivo avanzamento verso forme di rendicontazione più sostanziali e orientate al valore. La monografia si rivolge principalmente a studiosi e dottorandi interessati ai temi del sustainability reporting, dell’accounting regolato e della governance ESG, nonché a regolatori e policy maker coinvolti nel disegno e nell’implementazione delle politiche europee in materia di disclosure non finanziaria. In questo senso, il lavoro intende contribuire sia al dibattito accademico sulla qualità dell’informativa di sostenibilità, sia alla riflessione istituzionale sulle modalità attraverso cui la CSRD può evolvere da strumento di armonizzazione normativa a leva effettiva di trasformazione delle pratiche aziendali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


