This paper explores young adults’ representations of behaviour in emergency situations from a pedagogical perspective, using the Crans­Montana tragedy as a threshold event for reflecting on contemporary vulnerabilities. The study aims to understand how young people interpret and deal with emergency situations, and how education can improve their ability to communicate and express situations of difficulty and distress. Through a focus group with university students and the use of video vignettes, the study investigates the connection between risk perception, emotional regulation, and digital mediation. The findings highlight how Generation Z experiences a tension between experience and representation, where performative identity and group conformity can inhibit individual agency. The analysis rejects blaming interpretations, interpreting the fragility of the ego and the vulnerability of the masses as the result of educational contexts that neglect the emotional dimension. In conclusion, the findings highlight how prevention requires a reconfiguration of educational responsibility, oriented towards promoting safety not only through normative compliance, but as a situated experience and a practice of care.

Il contributo esplora in chiave pedagogica le rappresentazioni di giovani adulti circa i comportamenti in situazioni di emergenza, assumendo la tragedia di Crans­Montana come evento­soglia per riflettere sulle vulnerabilità contemporanee. Lo studio mira a cercare di capire come i giovani interpretano e affrontano situazioni di emergenza e come l’educazione può migliorare la loro capacità di comunicare ed esprimere situazioni di difficoltà e disagio. Attraverso un focus group con studenti universitari e l’uso di video­vignettes, lo studio indaga il legame tra percezione del rischio, regolazione emotiva e mediazione digitale. I risultati evidenziano come la Generazione Z viva una tensione tra esperienza e rappresentazione, dove l’identità performativa e il conformismo di gruppo possono inibire l’agency individuale. L’analisi rigetta letture colpevolizzanti, interpretando la fragilità dell’Io e la vulnerabilità delle masse come esiti di contesti educativi che trascurano la dimensione emotiva. In conclusione, i risultati evidenziano come la prevenzione richieda una riconfigurazione della responsabilità educativa, orientata a promuovere la sicurezza non solo attraverso l’adempimento normativo, ma come esperienza situata e pratica di cura.

Tra esperienza e rappresentazione: la Generazione Z di fronte al rischio nell’era della mediazione digitale Between experience and representation: Generation Z facing risk in the age of digital mediation

Claudia Maulini;
2026-01-01

Abstract

This paper explores young adults’ representations of behaviour in emergency situations from a pedagogical perspective, using the Crans­Montana tragedy as a threshold event for reflecting on contemporary vulnerabilities. The study aims to understand how young people interpret and deal with emergency situations, and how education can improve their ability to communicate and express situations of difficulty and distress. Through a focus group with university students and the use of video vignettes, the study investigates the connection between risk perception, emotional regulation, and digital mediation. The findings highlight how Generation Z experiences a tension between experience and representation, where performative identity and group conformity can inhibit individual agency. The analysis rejects blaming interpretations, interpreting the fragility of the ego and the vulnerability of the masses as the result of educational contexts that neglect the emotional dimension. In conclusion, the findings highlight how prevention requires a reconfiguration of educational responsibility, oriented towards promoting safety not only through normative compliance, but as a situated experience and a practice of care.
2026
Il contributo esplora in chiave pedagogica le rappresentazioni di giovani adulti circa i comportamenti in situazioni di emergenza, assumendo la tragedia di Crans­Montana come evento­soglia per riflettere sulle vulnerabilità contemporanee. Lo studio mira a cercare di capire come i giovani interpretano e affrontano situazioni di emergenza e come l’educazione può migliorare la loro capacità di comunicare ed esprimere situazioni di difficoltà e disagio. Attraverso un focus group con studenti universitari e l’uso di video­vignettes, lo studio indaga il legame tra percezione del rischio, regolazione emotiva e mediazione digitale. I risultati evidenziano come la Generazione Z viva una tensione tra esperienza e rappresentazione, dove l’identità performativa e il conformismo di gruppo possono inibire l’agency individuale. L’analisi rigetta letture colpevolizzanti, interpretando la fragilità dell’Io e la vulnerabilità delle masse come esiti di contesti educativi che trascurano la dimensione emotiva. In conclusione, i risultati evidenziano come la prevenzione richieda una riconfigurazione della responsabilità educativa, orientata a promuovere la sicurezza non solo attraverso l’adempimento normativo, ma come esperienza situata e pratica di cura.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11367/166358
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