Negli ultimi anni, alcuni indicatori ufficiali relativi all’andamento dell’economia nazionale hanno mostrato una certa incoerenza; ingenerando tanto dubbi sull’attendibilità delle metodologie con cui si effettuano i rilievi, quanto difficoltà interpretative sui fenomeni economici indagati. Tra le risultanze che si prestano ad una certa ambiguità, vi sono i dati sulla dinamica occupazionale Il positivo andamento occupazionale, oltre ad apparire ampiamente in contro tendenza con la situazione economica generale, risulta in contrasto con la recente diffusa politica aziendale di riduzione del personale, che ha avallato finanche l’ipotesi di una prossima ripresa economica del tipo jobless. Né tale trend sembra attribuibile, come è stato da più parti enfatizzato, al proliferare di forme di lavoro “atipico” od alla cosiddetta femminilizzazione dell’occupazione. Esso è più probabilmente ascrivibile alla regolarizzazione di precedenti posizioni lavorative “anormali”, anzitutto quelle degli immigrati; come confermano anche le recentissime indagini condotte da altri Enti. Il citato incremento delle assunzioni, vale a dire, è stato determinato più che altro dall’inserimento di persone in precedenza escluse dal computo dei disoccupati, allargando, al contempo, anche la forza lavoro disponibile nel Paese. Il numero degli individui in cerca di lavoro, di conseguenza, potrebbe non aver subìto alcuna diminuzione; eventualmente è aumentato il tasso di attività.

Economia sommersa e disoccupazione: un rapporto biunivoco?

THOMAS, Antonio
2005

Abstract

Negli ultimi anni, alcuni indicatori ufficiali relativi all’andamento dell’economia nazionale hanno mostrato una certa incoerenza; ingenerando tanto dubbi sull’attendibilità delle metodologie con cui si effettuano i rilievi, quanto difficoltà interpretative sui fenomeni economici indagati. Tra le risultanze che si prestano ad una certa ambiguità, vi sono i dati sulla dinamica occupazionale Il positivo andamento occupazionale, oltre ad apparire ampiamente in contro tendenza con la situazione economica generale, risulta in contrasto con la recente diffusa politica aziendale di riduzione del personale, che ha avallato finanche l’ipotesi di una prossima ripresa economica del tipo jobless. Né tale trend sembra attribuibile, come è stato da più parti enfatizzato, al proliferare di forme di lavoro “atipico” od alla cosiddetta femminilizzazione dell’occupazione. Esso è più probabilmente ascrivibile alla regolarizzazione di precedenti posizioni lavorative “anormali”, anzitutto quelle degli immigrati; come confermano anche le recentissime indagini condotte da altri Enti. Il citato incremento delle assunzioni, vale a dire, è stato determinato più che altro dall’inserimento di persone in precedenza escluse dal computo dei disoccupati, allargando, al contempo, anche la forza lavoro disponibile nel Paese. Il numero degli individui in cerca di lavoro, di conseguenza, potrebbe non aver subìto alcuna diminuzione; eventualmente è aumentato il tasso di attività.
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