L'articolo critica il metodo top-down utilizzato per rinnovare le "Indicazioni nazionali per i licei", evidenziando come le decisioni siano state affidate a commissioni ministeriali chiuse anziché coinvolgere attivamente docenti e studenti. l'articolo fa perno sulla rigidità curricolare e la compartimentazione delle discipline, proponendo invece l'adozione di nuclei transdisciplinari flessibili, incentrati sulla cittadinanza digitale e su una valutazione formativa e inclusiva. In conclusione, si auspica che le nuove Indicazioni non si trasformino in un rigido canone prescrittivo o in un carico burocratico, ma che fungano da linee guida orientative capaci di valorizzare l'autonomia didattica e la libertà d'insegnamento.

“Indicazioni nazionali per i licei”, cosa c’è che non va .

Maria Luisa Iavarone
2026-01-01

Abstract

L'articolo critica il metodo top-down utilizzato per rinnovare le "Indicazioni nazionali per i licei", evidenziando come le decisioni siano state affidate a commissioni ministeriali chiuse anziché coinvolgere attivamente docenti e studenti. l'articolo fa perno sulla rigidità curricolare e la compartimentazione delle discipline, proponendo invece l'adozione di nuclei transdisciplinari flessibili, incentrati sulla cittadinanza digitale e su una valutazione formativa e inclusiva. In conclusione, si auspica che le nuove Indicazioni non si trasformino in un rigido canone prescrittivo o in un carico burocratico, ma che fungano da linee guida orientative capaci di valorizzare l'autonomia didattica e la libertà d'insegnamento.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11367/165338
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