A conclusione di questo primo quarto di secolo, ci sembra di poter effettuare alcune considerazioni sull’evoluzione dei sistemi sociali, educativi e culturali i n atto. Dal punto di vista demografico sono proprio 25 anni l’arco temporale che definisce il confine di una generazione; un intervallo che consente un bilancio utile a comprendere le trasformazioni che si sono determinate e che oggi sono particolarmente visibili attraverso nuovi assetti energetici e climatici, ecologici ed economici, democratici e demografici, tecnologici e umani. Tali cambiamenti rappresentano sfide cruciali che rischiano di produrre effetti significativi su disuguaglianze nell’accesso alle conoscenze e ai saperi, ai nuovi profili professioni e ai mutati assetti di competenze. Molti studiosi, in ottica futurologica (Attali, 2016), paventano il rischio di sprofondare in una nuova barbarie (Attali, 2025), fatta di ignoranza e di scarsa padronanza delle tecnologie, in una dimensione invertita rispetto al medioevo, quando la barbarie era determinata dal modesto accesso alle tecnologie del sapere del tempo, ossia i libri. Oggi, nonostante la sterminata potenzialità di accesso al sapere, i dati in maniera consistente raccontano una diffusa perdita di competenze sul piano dell’alfabetizzazione e della literacy, dicono che ci stiamo complessivamente impoverendo. Basti pensare alla crescita esponenziale di analfabetismo funzionale, proprio in una società che offre paradossalmente immense opportunità di accesso alla conoscenza.

Formare nelle transizioni tra esercizi di futuro e competenze per il XXI secolo

Maria Luisa Iavarone
2025-01-01

Abstract

A conclusione di questo primo quarto di secolo, ci sembra di poter effettuare alcune considerazioni sull’evoluzione dei sistemi sociali, educativi e culturali i n atto. Dal punto di vista demografico sono proprio 25 anni l’arco temporale che definisce il confine di una generazione; un intervallo che consente un bilancio utile a comprendere le trasformazioni che si sono determinate e che oggi sono particolarmente visibili attraverso nuovi assetti energetici e climatici, ecologici ed economici, democratici e demografici, tecnologici e umani. Tali cambiamenti rappresentano sfide cruciali che rischiano di produrre effetti significativi su disuguaglianze nell’accesso alle conoscenze e ai saperi, ai nuovi profili professioni e ai mutati assetti di competenze. Molti studiosi, in ottica futurologica (Attali, 2016), paventano il rischio di sprofondare in una nuova barbarie (Attali, 2025), fatta di ignoranza e di scarsa padronanza delle tecnologie, in una dimensione invertita rispetto al medioevo, quando la barbarie era determinata dal modesto accesso alle tecnologie del sapere del tempo, ossia i libri. Oggi, nonostante la sterminata potenzialità di accesso al sapere, i dati in maniera consistente raccontano una diffusa perdita di competenze sul piano dell’alfabetizzazione e della literacy, dicono che ci stiamo complessivamente impoverendo. Basti pensare alla crescita esponenziale di analfabetismo funzionale, proprio in una società che offre paradossalmente immense opportunità di accesso alla conoscenza.
2025
9791255684176
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11367/163278
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