Valutare gli impatti delle attività sportive realizzate dal Circolo Ilva di Bagnoli è una operazione complessa, ma importante: È complessa perché valutare impatti dello sport, praticato in modo agonistico o da dilettanti, significa dare valore alle pratiche sportive realizzate da una associazione sportiva dilettantistica, quale è oggi il Circolo Ilva, in termini di effetti prodotti su persone e comunità. È importante perché oggi è diffusa la convinzione che lo sport è un potentissimo strumento di sviluppo della società: esso favorisce l’accumulazione del capitale umano e sociale, come chiamano gli economisti di oggi le nuove leve dello sviluppo sostenibile. Lo sport, per dirla in altri termini, favorisce la crescita buona delle persone e accresce il senso di identità di gruppi di pari e di collettività più ampie. È giusto, quindi, che una associazione sportiva dilettantistica che affonda le proprie origini nella Società di Mutuo Soccorso ILVA, diventata poi Circolo Canottieri, dove si praticavano anche ginnastica, ciclismo, scherma e che, anche sotto il profilo agonistico, ottenne negli anni ‘30 alcuni fra i più prestigiosi successi di tutta la sua storia, decida di dedicare molta più attenzione di quanto non si sia fatto fin qui al tema degli impatti della sua presenza sul territorio, guardando a come lo sport abbia avuto effetti sulle diverse dimensioni, economiche e sociali, della vita delle nostre comunità. Proprio perché si tratta di una complessa analisi, in questo Report si proverà ad inquadrare il tema, sia pure brevemente, mettendo in risalto le questioni teoriche di cui tener conto per chiarire i limiti di un percorso che è - in questo caso come, ci sembra di poter dire, nei tanti altri sforzi fatti da altri in questi anni per dare conto dell’impatto sociale di azioni, progetti e soggetti - inevitabilmente caratterizzano da questioni epistemologiche e operative di assoluta rilevanza. In modo sintetico si può dire che la gran parte dei problemi che devono essere affrontati quando si studiano gli effetti (impatto, in qualche modo è parola similare ad effetto) di attività (o di soggetti) sociali, culturali o sportive(i) ci si deve confrontare con il tema della causalità, cioè di come la presenza o l’azione genera effetti sulle persone coinvolte e sulla comunità del territorio. È evidente quindi che bisogna saper circoscrivere l’analisi in modo preciso sia rispetto al quando sia rispetto al dove gli effetti si producano. La scelta condotta dagli autori, economisti che da molti anni sono coinvolti e studiano organizzazioni e progetti realizzati da organizzazioni di terzo settore (qui usiamo una espressione ampia che include soggetti iscritti al RUNTS, ma anche soggetti sociali che hanno tutte – o quasi – le caratteristiche indicate dal codice del 2017 (dlgs 117/2017 e successive modifiche), è stata quella di utilizzare lo schema Input-Output-Outcome considerando, quindi, il Circolo Ilva di Bagnoli come una istituzione che “produce” sport impiegando fattori produttivi e ottenendo come output principale “ore di sport consumato/prodotto”. Più difficile è stato ricostruire indicatori adeguati relativi agli outcome. Guidati dalla letteratura abbiamo provato ad elencare gli outcome potenziali dell’attività sportiva ben sapendo che, in molti casi, sarebbe stato impossibile (o assai difficile e costoso) andare a raccogliere in tempi brevi numeri o altre valutazioni qualitative su indicatori che misurano, ad esempio: il miglioramento delle soft skills degli atleti e l’impatto di questo miglioramento sulla probabilità di occupazione o sui salari percepiti negli anni successivi; il miglioramento dello stato di salute e del benessere psicologico degli atleti e il conseguente impatto su indicatori di coesione sociale e di diffusione della legalità o, per quanto riguarda gli atleti del mondo paraolimpico, gli impatti delle iniziative realizzate dal circolo sul benessere di persone e famiglie e/o sulla coesione e inclusione sociale. La descrizione sintetica di come, quindi, abbiamo riempito di contenuti dello schema Input – Output – Outcome è presentato nella seconda parte di questo volumetto. In essa abbiamo provato ad esser chiari sia sugli input che sugli output e gli outcome. Tutto è migliorabile! Tuttavia, mentre su input ed output ci riteniamo abbastanza soddisfatti degli esiti del lavoro fatto, sugli outcome (e quindi anche sugli impatti) siamo noi primi consapevoli che si potrà migliorare molto grazie a riflessioni teoriche e ad uno sforzo più consistente di raccolta di dati da elaborare. La strada, però, ci sembra di poter dire, è quella indicata in questo scritto (come in altri degli autori realizzati con le colleghe Stefania Corsaro e Zelda Marin). Perché se lo sport deve diffondersi di più e meglio, se le istituzioni che lo organizzano e ne favoriscono la pratica devono vivere con meno affanni, è indispensabile riuscire a mostrare scientificamente (dimostrare sarebbe parola troppo ambiziosa, almeno per il momento) che esso ha impatti importanti per il benessere delle persone e delle nostre comunità territoriali e cittadine.
Economia e sport: un binomio da esplorare. L'impatto sociale del circolo ILVA
Minguzzi Antonio
2025-01-01
Abstract
Valutare gli impatti delle attività sportive realizzate dal Circolo Ilva di Bagnoli è una operazione complessa, ma importante: È complessa perché valutare impatti dello sport, praticato in modo agonistico o da dilettanti, significa dare valore alle pratiche sportive realizzate da una associazione sportiva dilettantistica, quale è oggi il Circolo Ilva, in termini di effetti prodotti su persone e comunità. È importante perché oggi è diffusa la convinzione che lo sport è un potentissimo strumento di sviluppo della società: esso favorisce l’accumulazione del capitale umano e sociale, come chiamano gli economisti di oggi le nuove leve dello sviluppo sostenibile. Lo sport, per dirla in altri termini, favorisce la crescita buona delle persone e accresce il senso di identità di gruppi di pari e di collettività più ampie. È giusto, quindi, che una associazione sportiva dilettantistica che affonda le proprie origini nella Società di Mutuo Soccorso ILVA, diventata poi Circolo Canottieri, dove si praticavano anche ginnastica, ciclismo, scherma e che, anche sotto il profilo agonistico, ottenne negli anni ‘30 alcuni fra i più prestigiosi successi di tutta la sua storia, decida di dedicare molta più attenzione di quanto non si sia fatto fin qui al tema degli impatti della sua presenza sul territorio, guardando a come lo sport abbia avuto effetti sulle diverse dimensioni, economiche e sociali, della vita delle nostre comunità. Proprio perché si tratta di una complessa analisi, in questo Report si proverà ad inquadrare il tema, sia pure brevemente, mettendo in risalto le questioni teoriche di cui tener conto per chiarire i limiti di un percorso che è - in questo caso come, ci sembra di poter dire, nei tanti altri sforzi fatti da altri in questi anni per dare conto dell’impatto sociale di azioni, progetti e soggetti - inevitabilmente caratterizzano da questioni epistemologiche e operative di assoluta rilevanza. In modo sintetico si può dire che la gran parte dei problemi che devono essere affrontati quando si studiano gli effetti (impatto, in qualche modo è parola similare ad effetto) di attività (o di soggetti) sociali, culturali o sportive(i) ci si deve confrontare con il tema della causalità, cioè di come la presenza o l’azione genera effetti sulle persone coinvolte e sulla comunità del territorio. È evidente quindi che bisogna saper circoscrivere l’analisi in modo preciso sia rispetto al quando sia rispetto al dove gli effetti si producano. La scelta condotta dagli autori, economisti che da molti anni sono coinvolti e studiano organizzazioni e progetti realizzati da organizzazioni di terzo settore (qui usiamo una espressione ampia che include soggetti iscritti al RUNTS, ma anche soggetti sociali che hanno tutte – o quasi – le caratteristiche indicate dal codice del 2017 (dlgs 117/2017 e successive modifiche), è stata quella di utilizzare lo schema Input-Output-Outcome considerando, quindi, il Circolo Ilva di Bagnoli come una istituzione che “produce” sport impiegando fattori produttivi e ottenendo come output principale “ore di sport consumato/prodotto”. Più difficile è stato ricostruire indicatori adeguati relativi agli outcome. Guidati dalla letteratura abbiamo provato ad elencare gli outcome potenziali dell’attività sportiva ben sapendo che, in molti casi, sarebbe stato impossibile (o assai difficile e costoso) andare a raccogliere in tempi brevi numeri o altre valutazioni qualitative su indicatori che misurano, ad esempio: il miglioramento delle soft skills degli atleti e l’impatto di questo miglioramento sulla probabilità di occupazione o sui salari percepiti negli anni successivi; il miglioramento dello stato di salute e del benessere psicologico degli atleti e il conseguente impatto su indicatori di coesione sociale e di diffusione della legalità o, per quanto riguarda gli atleti del mondo paraolimpico, gli impatti delle iniziative realizzate dal circolo sul benessere di persone e famiglie e/o sulla coesione e inclusione sociale. La descrizione sintetica di come, quindi, abbiamo riempito di contenuti dello schema Input – Output – Outcome è presentato nella seconda parte di questo volumetto. In essa abbiamo provato ad esser chiari sia sugli input che sugli output e gli outcome. Tutto è migliorabile! Tuttavia, mentre su input ed output ci riteniamo abbastanza soddisfatti degli esiti del lavoro fatto, sugli outcome (e quindi anche sugli impatti) siamo noi primi consapevoli che si potrà migliorare molto grazie a riflessioni teoriche e ad uno sforzo più consistente di raccolta di dati da elaborare. La strada, però, ci sembra di poter dire, è quella indicata in questo scritto (come in altri degli autori realizzati con le colleghe Stefania Corsaro e Zelda Marin). Perché se lo sport deve diffondersi di più e meglio, se le istituzioni che lo organizzano e ne favoriscono la pratica devono vivere con meno affanni, è indispensabile riuscire a mostrare scientificamente (dimostrare sarebbe parola troppo ambiziosa, almeno per il momento) che esso ha impatti importanti per il benessere delle persone e delle nostre comunità territoriali e cittadine.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


