Una serie di note riforme introdotte in Polonia a partire dal 2015, finalizzate a limitare l’indipendenza del potere giurisdizionale, hanno provocato più volte l’intervento delle Istituzioni Europee per la difesa dello Stato di diritto. A partire dal 2018 numerose pronunce della Corte di Giustizia dell’Unione Europea hanno ordinato alla Polonia di sospendere immediatamente la riforma a causa del rischio di danni gravi e irreparabili allo Stato di diritto. Facendo applicazione del principio dell’effettiva della tutela nel contesto del diritto eurounitario (art. 19 TUE), la CGUE ha evidenziato che l'indipendenza del potere giurisdizionale riveste importanza cardinale non solo per la protezione dei diritti individuali in un equo processo, ma anche per la salvaguardia dei valori comuni sanciti dall’art. 2 TUE e in particolare dello Stato di diritto. Il contributo esamina le vicende giurisdizionali del “caso polacco” per analizzare la base giuridica utilizzata dalla Corte, ossia l’art. 19, paragrafo 1 del TUE, nella sua nuova veste di strumento primario per l’implementazione del diritto dell’UE e dei suoi valori costituzionali

Una rivoluzione che parte dall’effettività della tutela giurisdizionale. Imparzialità e indipendenza del giudice secondo i Giudici di Lussemburgo

Tranquilli, Sabrina
2020

Abstract

Una serie di note riforme introdotte in Polonia a partire dal 2015, finalizzate a limitare l’indipendenza del potere giurisdizionale, hanno provocato più volte l’intervento delle Istituzioni Europee per la difesa dello Stato di diritto. A partire dal 2018 numerose pronunce della Corte di Giustizia dell’Unione Europea hanno ordinato alla Polonia di sospendere immediatamente la riforma a causa del rischio di danni gravi e irreparabili allo Stato di diritto. Facendo applicazione del principio dell’effettiva della tutela nel contesto del diritto eurounitario (art. 19 TUE), la CGUE ha evidenziato che l'indipendenza del potere giurisdizionale riveste importanza cardinale non solo per la protezione dei diritti individuali in un equo processo, ma anche per la salvaguardia dei valori comuni sanciti dall’art. 2 TUE e in particolare dello Stato di diritto. Il contributo esamina le vicende giurisdizionali del “caso polacco” per analizzare la base giuridica utilizzata dalla Corte, ossia l’art. 19, paragrafo 1 del TUE, nella sua nuova veste di strumento primario per l’implementazione del diritto dell’UE e dei suoi valori costituzionali
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