Berwick, Northumberland, luglio 1644. Margaret Muschamp – una bambina di undici anni – cade in una sorta di trance e inizia a parlare con gli angeli, con grande stupore della sua famiglia e di tutti gli abitanti del luogo. Si tratta però di un’estasi che nasconde pericoli insidiosi, perché poco dopo sarà “suddainely stricken with a great deale of torment: the use of her tounge gone, with all her limbs, pressing to vomit, and such torments, that no eyes could looke on her without compassion”. Il malessere fisico e mentale è interpretato come un segno inequivocabile di stregoneria, di cui lei stessa, informata dai suoi “angeli”, indica i colpevoli: l’astuto John Hutton e la signora Dorothy Swinow. Il primo, dopo essere stato catturato, morirà in prigione; la seconda, una maggiorente locale e membro dell'aristocrazia monarchica, riuscirà a evitare la condanna. Gli eventi sono riportati in Wonderfull News from the North, un pamphlet del 1650, attribuito a Mary Moore, la madre della ragazza e una delle figure principali della storia. Il documento mette chiaramente in luce un fitto intreccio di conflitti: lo scontro tra parlamentari puritani e monarchici anglicani in una piccola comunità di confine, l’arma della stregoneria usata per stigmatizzare i nemici sociopolitici, ma anche le difficoltà dei rapporti familiari e le tensioni tra una madre e sua figlia. Specchio e campo di battaglia di questi conflitti è un’adolescente le cui visioni contrastanti e il corpo tormentato sono – allo stesso tempo – soggetto e oggetto di sfruttamento dai vari attori coinvolti nella vicenda: se Margaret risponde con il suo disagio fisico e mentale a una famiglia divisa in cui non riesce a inserirsi, sua madre usa la sua fragilità per colpire, con l’accusa di stregoneria, una donna contro la quale coltiva sentimenti di odio. Nascondendola nelle pieghe del testo, Wonderfull News from the North fa risuonare un’intricata polifonia al femminile, in cui una visionarietà tormentata legge il dolore come punizione e come dono, come incantesimo e come disperato cammino di espiazione.

«I had beene Distracted and like a Mad Body»: Estasi e tormenti di Margaret Muschamp nell’Inghilterra delle guerre civili

Luca Baratta
2022

Abstract

Berwick, Northumberland, luglio 1644. Margaret Muschamp – una bambina di undici anni – cade in una sorta di trance e inizia a parlare con gli angeli, con grande stupore della sua famiglia e di tutti gli abitanti del luogo. Si tratta però di un’estasi che nasconde pericoli insidiosi, perché poco dopo sarà “suddainely stricken with a great deale of torment: the use of her tounge gone, with all her limbs, pressing to vomit, and such torments, that no eyes could looke on her without compassion”. Il malessere fisico e mentale è interpretato come un segno inequivocabile di stregoneria, di cui lei stessa, informata dai suoi “angeli”, indica i colpevoli: l’astuto John Hutton e la signora Dorothy Swinow. Il primo, dopo essere stato catturato, morirà in prigione; la seconda, una maggiorente locale e membro dell'aristocrazia monarchica, riuscirà a evitare la condanna. Gli eventi sono riportati in Wonderfull News from the North, un pamphlet del 1650, attribuito a Mary Moore, la madre della ragazza e una delle figure principali della storia. Il documento mette chiaramente in luce un fitto intreccio di conflitti: lo scontro tra parlamentari puritani e monarchici anglicani in una piccola comunità di confine, l’arma della stregoneria usata per stigmatizzare i nemici sociopolitici, ma anche le difficoltà dei rapporti familiari e le tensioni tra una madre e sua figlia. Specchio e campo di battaglia di questi conflitti è un’adolescente le cui visioni contrastanti e il corpo tormentato sono – allo stesso tempo – soggetto e oggetto di sfruttamento dai vari attori coinvolti nella vicenda: se Margaret risponde con il suo disagio fisico e mentale a una famiglia divisa in cui non riesce a inserirsi, sua madre usa la sua fragilità per colpire, con l’accusa di stregoneria, una donna contro la quale coltiva sentimenti di odio. Nascondendola nelle pieghe del testo, Wonderfull News from the North fa risuonare un’intricata polifonia al femminile, in cui una visionarietà tormentata legge il dolore come punizione e come dono, come incantesimo e come disperato cammino di espiazione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11367/108136
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